Ma il B2B non ricade nel GDPR?

Domanda molto ricorrente da parte di tante imprese, la cui risposta non è affatto banale: ma se raccolgo biglietti da visita ad una fiera, posso poi mandare una mail? Devo chiedere il consenso? Posso mandare gli auguri di Natale?

Non è una risposta banale: anzitutto non si deve cadere nell’indifferenza “tanto il GDPR riguarda solo le persone fisiche”: una mail del tipo nome.cognome@azienda è sicuramente un dato personale di persona fisica, non è classificabile come persona giuridica. Neppure si può però far firmare 25 moduli ad uno che lascia il biglietto da visita: allo stand può essere opportuno un cartello che informi riguardo al trattamento ed il fatto stesso che il biglietto venga consegnato costituisce un consenso implicito. Consenso che naturalmente non può essere esteso automaticamente all’iscrizione forzata a newsletter o ad altre iniziative. Se alla fiera si propone l’iscrizione a qualcosa, sicuramente occorre raccogliere il consenso e fornire l’informativa; se il biglietto viene usato per una mail di follow-up (magari anche contente la proposta di iscrizione a qualche servizio, ma una proposta, non un’iscrizione forzata) o per gli auguri di Natale, in forma personalizzata e non sotto forma di invio massivo, probabilmente non sono necessarie altre formalità. 

Al di là di queste considerazioni non ufficiali, l’ICO approfondisce questa importante tematica, inserendo nell’articolo anche molti altri riferimenti di approfondimento.

GDPR e marketing B2B

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