Privacy e il suo nemico invisibile

Sarà capitato a tutti. Chi scrive si è visto offrire per diverse settimane sistemazioni a Seattle. Una combinazione? Probabile, perché avevo qualche problema di salute e nessuna intenzione di muovermi. Neppure la moglie aveva intenzione di andarvi. Sì, in effetti c’era un convegno a cui aveva partecipato l’anno prima, ma quest’anno non doveva partecipare. Poi però le cose sono cambiate e si è aggiunta all’ultimo. Insomma, noi non sapevamo di dover andare a Seattle, Facebook sì! Successivamente ha dovuto andare ad Hong Kong: ha cercato un volo, 30″ dopo sul mio Facebook è comparsa una pubblicità di voli a Hong Kong. La cosa interessante è che ero sul mio dispositivo mobile, collegato in 4G, quindi neppure sotto lo stesso IP, né mia moglie ha l’account FB: come ci hanno collegati? Sono solo alcuni dei tanti esempi che ci fanno sentire sorvegliati oltre misura, con la sensazione di non poter fare nulla senza che qualche computer spione lo venga a sapere.

In questo articolo vengono portati altri esempi, ma la sostanza non cambia: quanto siamo liberi e quanto siamo legati ad un guinzagli elettronico? e quanto il GDPR potrà proteggerci?

Il nemico invisibile della privacy

Print
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *