I contatori intelligenti violano la privacy?

Il problema, a volte, non è solo l’informazione in sé, ma anche la facilità di accesso e la facilità di relazionarla con altri dati. Da sempre i gestori di pubblici servizi, come acqua, gas o luce, misurano i consumi per poterli contabilizzare, non vi è nessuna novità. Ed i dati raccolti potevano certo essere resi disponibili ad autorità pubbliche, per controlli di polizia o altre valutazioni. Tuttavia occorreva un accesso ad archivi prima fisici poi elettronici, però sempre al di fuori di una rete, con dati spesso inseriti a mano ed elaborati solamente per la fatturazione. Oggi i contatori intelligenti creano una rete di rilevamento, che consente di conoscere in modo esteso e puntuale ogni abitudine di consumo e consente di condividere facilmente i risultati. Può anche essere utile per prevenire abusi, pensiamo, ad esempio, a quanti dichiarano una falsa residenza per avere agevolazioni fiscali, dall’altro, però, anche una grossa ingerenza nelle abitudini di vita delle persone. Ci si comincia ad interrogare in USA, ma il discorso è molto più esteso.

Contatori intelligenti e privacy

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