GDPR e Chiesa cattolica

Anche la Chiesa cattolica ha dovuto adeguarsi al GDPR. Pur con tutte le peculiarità del caso, parrocchie ed Istituti trattano dati personali e devono quindi farlo in conformità alle nuove norme.

Il precedente Decreto non era quindi più in linea con i tempi ed è stato necessario un aggiornamento, arrivato il 24 maggio, ovvero sul filo di lana rispetto all’entrata in vigore. Curiosamente si intitola “diritto alla buona fama e riservatezza”, richiamando il senso del “diritto all’onore” che era già stato superato negli Stati Uniti di fine ‘800, quando il diritto alla privacy ha iniziato ad essere riconosciuto come un diritto autonomo della personalità.

A parte il titolo non modernissimo, comunque, le nuove disposizioni sono perfettamente in linea con le prescrizioni del GDPR.

 

GDPR e CHiesa cattolica

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