Dispositivi USB criptati

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A parte il titolo drastico, volto ad attirare l’attenzione sul pezzo, dal chiaro risvolto promozionale, il senso ultimo dell’articolo è pienamente condivisibile. Se fino ad ora la perdita di una chiavetta o di altro dispositivo poteva comportare un problema, anche serio, dal 25 maggio rappresenta una data breach, con tutte le conseguenza che ciò comporta. Certo, non che prima fosse ragionevole che un avvocato o un medico se ne andasse in giro con una chiavetta con dati personali, magari mischiati alle  foto delle vacanze, così da poterla dimenticare nel PC di un amico dopo avergli fatto vedere le immagini. Un sistema di cifratura che protegga i dati in modo più o meno automatico è sicuramente auspicabile.

USB cifrati per sicurezza ed in ottica GDPR

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