Col 5G le batterie dureranno un mese: sogno o incubo?

Che oggi il limite più grosso degli smartphone sia la batteria è un fatto conclamato: puoi telefonare (funzione poco utilizzata) sentire la radio, fare filmati, navigare, guardare film, però dopo poco ti trovi con la batteria a secco e devi ricaricare. Quando i dispositivi erano rudimentali si poteva cambiare batteria ed andare in giro con quella di riserva, ma oggi siamo più evoluti e cerchiamo soluzioni diverse: batterie più grandi, software di ottimizzazione, processori a basso consumo. Però la svolta avverrà col 5G, la nuova tecnologia che, oltre ad aumentare la velocità di comunicazione, consentirà di spostare sui server l’elaborazione, le funzioni di calcolo che consumano energia, per cui la batteria durerà molto di più, fino a un mese, nelle previsioni più ottimistiche.

Molto bello, anzi, un sogno, ma con alcuni risvolti da incubo per la privacy: già ora gli smartphone non sono famosi per la discrezione: quando qualunque calcolo o elaborazione avverrà in remoto cosa sarà della nostra intimità? Se un video lo elaboreremo per poi decidere di cancellarlo, resterà ugualmente nel cloud? Quali elaborazioni, esattamente, saranno spostate dal dispositivo al cloud? Chi gestirà questi dati?

A costo di apparire retrogradi, è forse il caso di fermarsi un attimo e riflettere su quale futuro vogliamo davvero costruire?

5G e privacy

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