Scandalo Cambrige Analytica: fu vera sorpresa?

In questi giorni tutti stanno lapidando Facebook perchè “ha ceduto” i dati a Cambridge Analytica, indignandosi perchè con i nostri dati saremmo stati manipolati. Che forse sfuggisse la dimensione del problema, ci può stare, che qualche ingenuo pensasse che il fenomeno fosse limitato alla pubblicità, passi, ma che tutti si sorprendano del fatto che i nostri dati siano usati per profilarci e che lo scopo della profilazione sia indurci a modificare il nostro comportamento, sia in termini di acquisti che di pensiero politico e filosofico è piuttosto incredibile. Già da anni nei convegni dedicati alla privacy si diceva che “se non paghi, sei tu il prodotto” e che il prodotto non sia solamente commerciale è piuttosto logico e consequenziale.

Non, con questo, che si debba accettare passivamente la situazione: evitare di fornire dati importanti per giochini scemi, controllare la fonte delle notizie prima di condividerle, non installare app inutili possono aiutare, così come da un punto di vista legislativo – il GDPR aiuta – è importante evitare il più possibile la concentrazione e l’incrocio dei dati.

Abbiamo selezionato, fra i tanti interventi sull’argomento, un’intervista al Garante della privacy ed un articolo dell’Avv. Nicotra, oltre alla lettera che il Garante ha scritto al WP29.

Intervista al Garante

Lettera del garante

GDPR: cosa cambia per l’utilizzo dei dati Social

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