Braccialetti elettronici per dipendenti

Alla fine, dopo tanto parlare sui giornali, abbiamo voluto citare anche noi il caso dei braccialetti Amazon. Lo abbiamo fatto dopo aver intenzionalmente lasciato decantare la notizia, perché spesso i commenti a caldo non sono obiettivi. In sintesi, la famosa azienda ha depositato il brevetto di un braccialetto che dovrebbe aiutare il lavoratore a trovare un oggetto sugli scaffali. A seconda delle vibrazioni o di altri segnali, il lavoratore può percepire se sta prendendo il prodotto sbagliato, se si sta avvicinando o allontanando dalla corretta posizione del magazzino dove l’oggetto si trova.

E’ partito un ampio dibattito politico, peraltro, se non ingiustificato, quantomeno prematuro, dato che il deposito di un brevetto e l’implementazione della tecnologia sono due passi molto diversi e non necessariamente vicini nel tempo.

Certo, un bracciale di questo tipo può essere un grosso vincolo per i lavoratori, che si vedono costantemente monitorati nei tempi e nella posizione. Ma siamo sicuri che il problema già non sussista? Quando, nel ‘700, si installarono i primi telai a vapore, già i lavoratori dovevano produrre tot metri di tessuto al giorno; non era insolito, comunque, che si venisse pagati a cottimo, in fabbrica come in miniera, per cui in realtà poco importava se si lavorava 8 o 12 ore o se durante il turno si facevano delle pause: se non portavi una certa quantità di prodotto non venivi retribuito. In tutte le aziende ci sono obbiettivi di produttività, tabelle di produzioni, tempi ciclo. Per non parlare delle catene di montaggio, che si muovo ad una velocità prefissata e chi perde il ritmo o si assenta blocca tutto il reparto.

Possiamo dunque pensare che Amazon, con le tecnologie di oggi, non possa sapere quanti pacchi ha preparato un dipendente, quanti oggetti ha maneggiato, quanti errori ha fatto?

Con questo non si vuole certo auspicare un controllo pressante dei lavoratori, il ritorno al cottimo (che oltretutto danneggia anche l’azienda, riducendo di molto la qualità) o la violazione della privacy dei dipendenti. Tutt’altro. Si vuole dire che il problema non è lo strumento in sé, bensì l’approccio che l’azienda deve avere verso la professionalità e la dignità dei lavoratori.

Braccialetti elettronici e Amazon

Un video sull’argomento

Mentre su Linkedin il dott. Rosario Mauro Catanzaro ha segnalato questo altro

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