Implementazione del GDPR: Italia in ritardo

Il tempo scorre, il 25 maggio è vicino, ma non solo aziende ed enti pubblici non sembrano pronti all’impatto delle regole europee: lo stesso Legislatore non sembra del tutto preparato.

Il Regolamento, ovviamente, diventa vincolante senza necessità di recepimento, quindi non occorre una legge di conversione, tuttavia alcune parti di esso sono esplicitamente affidate ai singoli Stati (ad esempio, le norme europee sono riferibili a parsone fisiche, viventi; il trattamento dei dati dei defunti è affidato alle singole nazioni), inoltre alcune norme possono essere in contrasto (per quanto queste saranno automaticamente disapplicate) ed alcune saranno da integrare.

Per questo il Governo, nel 2017, a seguito di una legge-delega, è stato incaricato di riordinare la normativa. Il fatto che, a quattro mesi ancora non si sia visto nulla non fa ben sperare per una corretta ed omogenea introduzione del GDPR in imprese e Pubbliche Amministrazioni, anche perchè un intervento a pochi giorni dall’entrata in vigore creerebbe più scompiglio che aiuto.

In un’intervesta il dott. Bolognini fa il punto su queste delicate tematiche.

L’Italia alla prova del GDPR

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