Privacy o sicurezza? Non occorre scegliere

Troppo spesso viene fatto passare come un dato scontato che si debba scegliere fra privacy e sicurezza. Chiaro che un anonimato totale in ogni tempo e circostanza non ha senso. Tuttavia la libera espressione del pensiero, anche con la garanzia dell’anonimato, consente di far evolvere la società e di mutare quelli che sembravano punti fermi invalicalibili. Magari non è sempre un bene, ma è parte del percorso evolutivo che l’umanità sta compiendo.

Inoltre alcuni fenmeni possono essere un campanello d’allarme per le stesse Istituzioni: se un 1% della popolazione è tendenzialmente razzista e sui social vi è un 1% di commenti razzisti, si può dire che è (purtroppo) normale; se detta percentuale sale al 2, al 3 al 10 o 20%, allora è il segnale che c’è qualcosa che non va, che lo straniero viene percepito come un pericolo o un problema, e lo Stato può e deve agire per risolvere la situazione.

Questo articolo esamina la questione non dal punto di vista dell’individuo, che ha ovviamente tutto il diritto alla propria riservatezza, ma esamina i benefici che la società nel suo insieme può ricavare da un’adeguata tutela della privacy.

http://davidorban.com/it/2017/12/la-societa-ha-il-tutto-da-perdere-se-non-rispetta-la-privacy/

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