Dati bancari e riservatezza: controlli sugli accessi

Il Garante si è pronunciato sulla riservatezza dei conti correnti bancari, ma il principio ha una valenza molto più generale e si estende a tutte le organizzazioni pubbliche e private, in particolare quelle molto grandi dove sono più facili gli abusi. Nel caso specifico, dati personali relativi a movimenti sul conto erano stati, a parere della ricorrente, ottenuti in modo abusivo tramite un congiunto che lavora nella filiale ed utilizzati nel corso di un procedimento giudiziario. L’Istituto di credito è tenuto, secondo il Garante, ad effettuare verifiche periodiche sulla leicità degli accessi dei dipendenti; questa conclusione, assolutamente condivisibile, si può appunto estendere a qualunque organizzazione che tratti dati personali, soprattutto sensibili: dal poliziotto che non può accedere a dati giudiziari senza un motivo di servizio, all’ufficiale di anagrafe, che non può curiosare nei propri schedari senza motivo istituzionale.

http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/6629414

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